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Made in Italy e distretti industriali (2)

I distretti industriali

Ma cosa sono esattamente i distretti industriali? Si tratta di un elemento caratterizzante il modello di sviluppo dell’economia italiana. Per distretto industriale, secondo la definizione di Giacomo Becattini, uno degli studiosi italiani più importanti di questo fenomeno socio-economico, si intende “un’entità socio-territoriale caratterizzata dalla compresenza attiva, in un’area territoriale circoscritta, naturalisticamente e storicamente determinata, di una comunità di persone e di una popolazione di imprese” (Becattini, 1979).

I distretti industriali, riconosciuti per la prima volta anche dal legislatore italiano nel 1991, sono aree territoriali, geograficamente delimitate, in cui si osserva una elevata concentrazione di piccole imprese caratterizzata da una forte specializzazione produttiva. Troviamo distretti industriali specializzati nella produzione di occhiali, piuttosto che di mobili, di componenti in metallo, calzature di lusso, calzature sportive, nella lavorazione dei metalli preziosi o delle pelli e così via.

L’Istat ne ha indentificati 141 sul territorio nazionale; il Centro Studi di Intesa Sanpaolo ne monitora 159.

In Friuli Venezia Giulia i distretti industriali di più lunga tradizione sono il distretto della Sedia, il distretto del Mobile, il distretto del Coltello, il distretto dell’Agroalimentare, a cui sono stati affiancati in tempi più recenti il distretto della Componentistica e Termoelettromeccanica, il distretto delle Tecnologie digitali Ditedi e il distretto del Caffè (Legge Regionale 20 febbraio 2015, n.3).

Nei distretti industriali storicamente è possibile osservare una elevata divisione del lavoro tra le imprese, flessibilità e qualità delle lavorazioni alimentate da competenze manifatturiere qualificate, elevata capacità di apprendimento e innovazione, imprenditorialità diffusa, con la creazione di una “atmosfera industriale” in cui emergono tutti i vantaggi della contiguità. La compresenza della popolazione di imprese e della comunità di persone in un medesimo contesto geografico è stata a lungo un elemento caratterizzante i distretti industriali: lavoro e vita sociale e familiare si intrecciano portando a costituire un sistema integrato di condivisione di valori, cultura e identità collettiva che facilita le comunicazioni, relazioni di tipo di fiduciario e rapporti collaborativi. Il contesto distrettuale si connota infatti per la forte competizione orizzontale, dovuta alla molteplicità delle imprese presenti, ma alla contemporanea collaborazione verticale, tra gli attori della catena del valore. Entrambe le condizioni favoriscono la qualità manifatturiera produzioni e la qualità dell’offerta.

Nel tempo, sotto la spinta della globalizzazione e della competizione internazionale i distretti industriali si sono evoluti e in parte trasformati rispetto alle loro caratteristiche originarie. La forte concorrenza da parte di paesi che possono sfruttare costi del lavoro più bassi e che hanno acquisito le competenze di produzione che caratterizzano il Made in Italy ha messo i distretti industriali di fronte a sfide non semplici da affrontare. Ciononostante, le reti locali di PMI hanno saputo mantenersi competitive grazie ad una pluralità di spinte evolutive: l’offerta si è sviluppata e talora ampliata (dalla calzatura sportiva allo sportsystem dalla sedia al mobile); le imprese si sono internazionalizzate entrando a far parte di catene globali del valore, sia aprendosi a contesti produttivi più vantaggiosi che lavorando per grandi imprese leader a livello internazionali; si è sviluppata la capacità di combinare in modo originale vantaggi della produzione internazionale con le competenze e i saperi frutto della tradizione locale; le imprese hanno imparato ad affiancare alla manifattura anche altre attività a forte valore aggiunto, tipicamente immateriali come la ricerca e il design, da un lato e il marketing (dalla comunicazione alla distribuzione) dall’altro.

Pur avendo cambiato parzialmente pelle, i distretti industriali hanno mantenuto le peculiarità core che hanno portato al successo del made in Italy. E in questi settori le imprese distrettuali continuano a mostrare performance migliori rispetto alle imprese non localizzate in distretti industriali (Economia e finanza dei distretti industriali, Direzione Studi e Ricerche – Intesa Sanpaolo, 2021).

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